
Molti negozi Galeries Lafayette hanno visto il loro futuro messo in discussione dal 2024. Tra procedure di salvataggio, chiusure effettive e cambi di nome, il panorama dei grandi magazzini francesi sta attraversando un periodo di profonda ristrutturazione. Fare chiarezza su ciò che chiude, ciò che cambia insegna e ciò che rimane aperto richiede di comprendere chi gestisce cosa in questo universo più frammentato di quanto appaia.
Gruppo Galeries Lafayette e franchising: due circuiti, due destini
Prima di esaminare l’elenco dei negozi interessati, è opportuno chiarire un punto. Non tutti i negozi che portano il marchio Galeries Lafayette dipendono dalla stessa struttura. Coesistono due circuiti.
Il primo raggruppa i negozi posseduti e gestiti direttamente dalla casa madre, il gruppo Galeries Lafayette. Il secondo comprende punti vendita in franchising, gestiti da società terze come Hermione Retail (gruppo Nosoli) o la Société des Grands Magasins (SGM).
La procedura di salvataggio annunciata nel 2024 riguardava principalmente i 26 negozi regionali in franchising gestiti da Hermione Retail. I 19 negozi gestiti dalla casa madre non erano direttamente interessati da questa procedura. Un articolo che dettaglia le chiusure dei negozi Galeries Lafayette consente di visualizzare tutti i punti vendita colpiti.
Questa distinzione è fondamentale. Quando viene annunciata una chiusura, non segnala automaticamente un ritiro del gruppo Galeries Lafayette stesso. Può riflettere le difficoltà finanziarie di un franchising indipendente.

Chiusure confermate nel 2025: Marsiglia in primo piano
Tra tutte le città interessate, Marsiglia concentra l’attenzione. Due negozi marsigliesi chiudono nel 2025: il Prado e il Centro Bourse. Circa 145 posti di lavoro sono direttamente colpiti da queste due chiusure, secondo i dati riportati da Le Figaro.
Il calendario è stato inoltre ristretto. La data di chiusura inizialmente prevista è stata anticipata dal 30 al 15 novembre per alcuni siti di provincia nell’ambito del piano globale di ristrutturazione.
Per il sito del Centro Bourse, la situazione è tanto più preoccupante poiché non è stato identificato alcun acquirente. La vacanza commerciale nel centro di Marsiglia rappresenta un problema concreto: un locale vuoto di queste dimensioni indebolisce l’attrattiva di un intero quartiere commerciale.
Le altre città colpite dalle chiusure
Marsiglia non è un caso isolato. Il piano di ristrutturazione di Hermione Retail coinvolge una ventina di negozi in città medie e grandi. I contenuti della stampa menzionano regolarmente siti in difficoltà in diverse regioni della Francia, anche se tutte le chiusure non sono ancora confermate.
Tre elementi distinguono i negozi più minacciati:
- L’assenza di un acquirente identificato a pochi mesi dalla scadenza, il che rende la chiusura quasi certa
- Un contratto di locazione commerciale in scadenza senza possibilità di rinegoziazione con il proprietario del centro commerciale o dell’edificio
- Un fatturato in costante calo, aggravato dalla concorrenza del commercio online e dei centri commerciali periferici
Sette negozi ribattezzati BHV: chiusura o trasformazione
Potresti aver visto passare l’informazione: sette negozi Galeries Lafayette cambieranno nome per diventare BHV. Non si tratta di una chiusura in senso stretto, ma della fine del marchio Galeries Lafayette in queste città.
Questa operazione è guidata dalla Société des Grands Magasins (SGM), diretta da Frédéric Merlin. La SGM gestisce questi sette punti vendita sotto franchising Galeries Lafayette, ma ha deciso di farli passare sotto il marchio BHV, con un partenariato controverso che coinvolge Shein.
Per i dipendenti e i clienti, la distinzione è importante. Il negozio rimane aperto, il lavoro è teoricamente mantenuto, ma l’identità commerciale cambia radicalmente. Passare da Galeries Lafayette a BHV-Shein modifica il posizionamento: si abbandona il segmento premium per un mix che include la fast fashion.
Diversi aspetti meritano attenzione in questa trasformazione:
- Il partenariato con Shein ha già suscitato forti critiche, in particolare a Parigi dove il progetto al BHV Marais è stato abbandonato
- La legge anti-fast fashion in discussione potrebbe complicare questo tipo di alleanza a medio termine
- I sette negozi interessati perdono l’accesso al marchio Galeries Lafayette, il che può influenzare la loro attrattiva presso la clientela storica

Conseguenze sull’occupazione e sul commercio di centro città
Ogni chiusura di grande magazzino produce un effetto domino. I posti di lavoro diretti rappresentano solo una parte dell’impatto. I corner di marchi ospitati in questi negozi perdono anche il loro punto vendita. I negozi vicini, che beneficiavano del flusso di clientela generato dal marchio, vedono diminuire la loro affluenza.
Nelle città medie, un grande magazzino vuoto nel centro città accelera la de-commercializzazione. Il fenomeno non è nuovo, ma assume una dimensione particolare quando il marchio in questione si chiama Galeries Lafayette. Il marchio incarnava una certa idea del commercio di centro città da oltre 130 anni.
Un migliaio di posti di lavoro a rischio a livello nazionale
Il piano di ristrutturazione di Hermione Retail riguarda circa un migliaio di dipendenti distribuiti su tutti i negozi in franchising minacciati. Le trattative con i rappresentanti del personale e le procedure legali (salvataggio, eventuali ristrutturazioni) scandiscono il calendario delle chiusure.
Per i dipendenti, l’incertezza è duplice. Coloro il cui negozio chiude perdono il posto. Coloro il cui negozio cambia insegna mantengono un lavoro, ma in condizioni commerciali diverse, con un futuro meno chiaro.
La mappa delle Galeries Lafayette in Francia si sta ridisegnando progressivamente. I negozi della casa madre, concentrati nelle grandi metropoli, rimangono per ora al sicuro. I franchising di provincia, invece, attraversano un periodo cruciale in cui ogni mese porta il suo carico di annunci. Seguire l’evoluzione città per città rimane l’unico modo affidabile per sapere quali negozi rimarranno aperti nei prossimi mesi.